Santa Regina Muta

Anno

Santa Regina Muta — Antonio V. Sotgiu, Hadriana Casla, Silvia Mocci


Santa Regina Muta è un atto celebrativo, per l’arrivo di un’altra stagione.
Con un racconto fotografico, una ode al mutare del tempo, fuori dal tempo.
La protagonista è una “Santa”, superstite di un culto passato. “Regina” delle rovine in cui è custodita. “Muta”, in silenzio dentro la sua nicchia, ma pronta a ricevere la trasformazione.

Una grande figura femminile di dimensioni straordinarie, è la regina nelle rovine di un santuario campestre. Fuori dal tempo, in un luogo di culto delle religioni del passato, in cui superstizioni popolari incontrano verità ancestrali.

Stabile nel terreno, è come una statua silenziosa, custodita dentro la sua nicchia. Testa, mani e piedi sono avvolti da tessuti spessi, di lana, geometrie di telai, campane di bestie al collo.

Il calore di un altro Giugno è arrivato, e gli strati di cui è coperta iniziano a cadere, seguendo il rituale della stagione. Celebra da sola la sua metamorfosi, in cui gli elementi floreali infestanti si dispongono lungo i tessuti, prendendo il posto della lana e coprendo la carne nuda.
Lo spazio costruito incontra la luce dell’esterno, di durata infinita per queste giornate. Crescono pennacchi sotto la gonna e la corona è imbandita di elementi floreali vivi. La natura del luogo la veste.

Il solo busto resta fasciato da un elemento tessile, per ricordare la sua precisione razionale e prepararsi a riprendere il suo posto sovrano dentro la grande nicchia, in quel luogo in rovina.

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Fotografia: Hadriana Casla
Direzione Creativa: Silvia Mocci, Antonio V. Sotgiu e Hadriana Casla
Tappeti ed arazzi: Eugenia Pinna
Performer: Aldara Fernández
Testo: Antonio V. Sotgiu

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www.antonisotzu.com
www.hadrianacasla.com

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