Domani chissà, forse

Anno 2019

Domani chissà, forse di Chiara Rigione

'Domani chissà, forse' è una riflessione sul tempo e su ciò che gli sopravvive in uno spazio circoscritto in cui passato, presente e futuro sembrano confondersi.

Se nulla passasse non ci sarebbe un passato e neppure un avvenire, ma a chiederle: “Che cos'è il tempo?”, la voce di bambina risponde che non sa dirlo.

All'origine del film c'è un documentario di Ansano Giannarelli, Tv in paese (1961), ambientato a Vallepietra, località sul confine tra Lazio e Abruzzo, di cui la regista ripercorre i luoghi oggi al suono delle tv accese, in cui echeggiano ancora le stesse parole: “Domani chissà, forse”, la frase che chiudeva il film di Giannarelli e che dà il titolo al suo.

La memoria e il possibile specchio di passato e presente sono gli archivi, le immagini di un tempo e quelle attuali in cui scovare tra le affinità dei luoghi, dei gesti, dei giochi dei bambini, dei riti quotidiani un possibile futuro.

Mentre quel tempo senza una sola definizione diviene storia di una realtà e ricerca cinematografica.

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Iniziativa promossa da Fondazione Aamod

Con il supporto di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, SIAE, Sillumina

In collaborazione con Luce Cinecittà

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