Qdor

Anno 2015 - 2019

QDOR - Ludovico Franzolini

Domenico Scandella, detto Menocchio (diminutivo popolare di Domenico), fu un mugnaio nato tra le montagne della Valcellina e morto al rogo nel pordenonese sul finire del XVI secolo.

La sua colpa fu quella di aver intravisto, immaginato, proprio nel mezzo di quelle azioni compiute nel quotidiano, una cosmogonia arcaica, diversa da quella descritta dalla Genesi cattolica. Il latte, il suo divenire ammasso semi solido, gli apparati di caglio e il loro mutamento, come un piccolo microcosmo in continua erosione e assembramento, fu il teatro materico entro cui gli occhi del mugnaio videro l’altra cosmogenesi. L’universo come ammasso di caglio, popolato da arcangeli (come nelle scritture) dalle sembianze di piccole larve. Tacciato di blasfemia, inquisito, subì il martirio del rogo.

Negli stessi anni in cui Scandella osservava quelle animelle muoversi all’interno dei catini in mezzo alla melma biancastra, altri uomini come lui si cingevano intorno al collo un piccolo involucro, contenente un pezzo del sacco amniotico che li aveva avvolti nel grembo e fino all’esterno dell’utero. I nati con la camicia, i Beneandanti, destinati sin dalla nascita a essere trascinati all’esterno del proprio corpo, mutati in ratti o insetti durante la notte e nel mezzo dei campi, per scacciare streghe e stregoni armati di sterpi. Il loro rito, la deprivazione dal proprio corpo, il contatto con il regno dei morti e degli insetti, la caccia al male, permetteva la prosperità agricola all’interno delle comunità rurali.

Qdor è un culto animista nato tra spighe e sterpaglia, dalla visione di Menocchio e dalle vite dei beneandanti. Il cosmo così generato, le pratiche divinatorie, la perdita rituale del sé, la disillusione e la visione della realtà attraverso occhi d’insetto.

Qdor, un insetto ermafrodito o una macchia che distorce il mondo, con cui si entra in contatto tramite un rituale in cui viene suonato un essere vivente in legno, un antico strumento musicale popolare in Friuli (raccola, raganella o tric-trac) usato nel XV secolo al fine di invocare la prosperità tramite un suono simile al vociare degli insetti; una volta raggiunto uno stato d’ipnosi o di perdita, l’insetto modificherà parte della realtà, come materia cagliosa. Nei rituali vengono coinvolti anche altri strumenti, sempre appartenenti alla tradizione folklorica friulana, come il batatoc, campanacci, campanelle e strumentazione amplificata, al fine di propagare la voce del rituale.

Le tuniche rosse con il verme dorato dalla coda di falce, utilizzate dagli adepti, evocano una condizione rurale e settaria, dove il verme decreta la fine e la rinascita della vita, la stagione del raccolto e della mietitura.

La parola Qdor deriva dalla distorsione di cudul, i vermi del latte o del formaggio nel dialetto friulano.

I, è il primo album realizzato agli adepti di Qdor.
Si tratta della messa in musica della genesi menocchiana.
Genesis (An insect’s gigantic womb as the first Cosmos) è la traccia che apre il disco, la materia cagliosa e il coro di arcangeli.
Gaia (Angels crawilng over an arboreal body), gli arcangeli strisciano e sussurrano tra le spighe e il terriccio. Pollution (I have an insect inside me, whispering death verses), il verbo dell’insetto e la sua influenza nel mondo.
The way of flowers, la via che deve essere intrapresa dall’adepto.

Biorhythm, il verme e in piccione, due animali totemici e la descrizione del loro bioritmo.

Qdor è il verme (Ga-Worm), Merzbow il piccione (Pi-Geon).

II, il secondo album, è la rappresentazione del rituale in tutti i suoi passaggi.

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